GayExpo 2015

Un osservatorio sull'Expo 2015 e un luogo di proposte mirate al mondo Lgbtq in occasione dell'Expo.

Saragozza 2008: costruita per essere riciclata.

Written by Redazione on 19:21

L'esposizione internazionale dell'acqua in corso in Spagna è l'inizio di un progetto di sviluppo sostenibile che cerca di integrarsi nel territorio. Centosette Paesi presenti e nessuno spreco concesso.

(Cafèbabel) All'inizio del Ventunesimo secolo, l'acqua sporca provoca ancora morti ogni giorno, aggiudicandosi così il secondo posto tra le cause di decesso infantile. L'Esposizione Internazionale che è in corso a Saragozza (dal 14 Giugno al 14 Settembre 2008), è incentrata sull'importanza di questo elemento e sullo sviluppo sostenibile. Tutta la sua costruzione e successiva riutilizzazione sono state pensate per dimostrare che un'alternativa concreta al consumo irresponsabile è possibile.
L'evento si svolge nella zona di Ranillas, in un recinto di 120 ettari sulla riva dell'Ebro, uno dei fiumi con maggior portata della Spagna. Lo scopo di questa scelta? Riallacciare i legami tra la città e la sua periferia, ma in equilibrio con l'ambiente. Tutte le attività, le attrezzature e i servizi organizzati nell'ambito di questa manifestazione hanno un'unica protagonista: l'acqua.

L'esempio di Siviglia
Secondo il Bureau International des Expositions (Bie) con sede a Parigi, Siviglia è la città che meglio e più in fretta ha saputo riutilizzare le strutture di un'Esposizione Universale. Al contrario, a Montreal (Canada), trent'anni dopo l'Esposizione ci si chiede ancora come utilizzare le infrastrutture create; ad Hannover (Germania), la decisione di dare un uso definitivo alle installazioni dell'Esposizione ha portato ad una crisi politica, mentre a Lisbona si è voluto optare per un riutilizzo quasi totalmente di tipo residenziale. Siviglia, in soli 16 anni, è riuscita a convertire l'isola della Cartuja, ovvero il territorio della Expo 92, in un parco scientifico e tecnologico. Tuttavia, non mancano le critiche: le lamentele e la mancanza d'intuizione da parte delle diverse entità pubbliche e private hanno provocato perdite importanti all'epoca dei primi lavori. Inoltre, i padiglioni furono venduti, affittati o distrutti senza seguire un filo estetico conduttore.

Equo e solidale
Il padiglione del Marocco, costruito per l'expo universale di Siviglia, è oggi la sede dell'associazione Las tres culturas. La capitale Aragonese, Saragozza, imparando dagli errori altrui, non vuole lasciare che passi troppo tempo prima di decidere sul futuro delle strutture della sua Esposizione. Come? Con una decisa filosofia anti-spreco. Saragozza aveva già progettato, prima ancora della costruzione di installazioni e padiglioni, un piano che prevede fino alla riutilizzazione degli addobbi delle facciate per le zone verdi del futuro parco imprenditoriale. In questo modo, ogni vicolo, fontana e giardino, farà onore al tema di questa Esposizione: lo sviluppo sostenibile.
Centosette Paesi saranno rappresentati da altrettanti padiglioni, progettati per essere convertiti in quello che sarà il parco imprenditoriale più importante e moderno d'Europa. Si sta esaminando la possibilità, sebbene non ancora confermata, che la sede centrale degli uffici dell'Esposizione diventi la sede ufficiale delle Nazioni Unite per lo sviluppo del progetto "Il decennio dell'acqua".

Ma non è solo l'architettura ad votarsi allo sviluppo sostenibile: oggetti quotidiani come lo zucchero e il caffè provengono dal commercio equosolidale, le posate sono biodegradabili e alcuni materiali, come ad esempio le borse, sono costruiti con fecola di patate. La Jones Lang LaSalle e la King Sturge sono le agenzie internazionali incaricate di gestire in esclusiva la successiva vendita o affitto degli edifici costruiti per l'evento. Secondo fonti di entrambe le compagnie, «abbiamo accettato la sfida di commercializzare la fase post-Esposizione con l'obiettivo di dare continuità ad uno dei progetti più importanti della città di Saragozza» che, proprio come ha dichiarato l'organizzazione, non deve concludersi nel Settembre del 2008.

In attesa dell'Expo di Milano 2015, l'esempio di Saragozza 2008.

Written by Redazione on 19:30

(Nicole Cavazzuti - Affari italiani) Mentre Milano festeggia la fresca conquista dell'Expo 2015, Saragozza si prepara ad aprire i cancelli, fra poco più di un mese, dell'edizione 2008. Che ha letteralmente cambiato il volto del tranquillo capoluogo dell'Aragona (poco più di 667mila abitanti) e ha determinato la riqualificazione delle sponde del fiume Ebro.

E mentre nella metropoli lombarda si parla del rilancio della navigazione sui Navigli, c'è da augurarsi che i tecnici inviati da Letizia Moratti studino attentamente il "modello Saragozza" in vista dell'inizio dei lavori per l'Esposizione del 2015.
A proposito di acqua, si chiama Fluvi la mascotte ufficiale di Expo Zaragoza 2008. Il nome non inganna: si tratta di una goccia d’acqua, disegnata dal professor Sergi López, simbolo di trasparenza e di fluidità.
E non c’è da stupirsi: la manifestazione internazionale in programma dal 14 giugno al 14 settembre 2008 sarà tutta incentrata sull’acqua e sullo sviluppo sostenibile. Così come quella che ospiterà Milano nel 2015 sarà dedicata all'alimentazione.

Ma torniamo all'Expo spagnola, per la cui inaugurazione è ormai tutto pronto. Siamo nel meandro di Ranillas, nella parte occidentale della città a due chilometri e mezzo dal centro storico, una zona circondata dal fiume Ebro, a lungo abbandonata. È qui che dopo intensi lavori di bonifica è stato costruito il recinto dell’Esposizione, disposto su oltre 140 ettari di superficie e organizzato in tre aree.

Quella centrale (25 ettari), tra la Ronda del Rabal e il fiume Ebro, ospita il Palazzo dei Congressi, l’Acquario fluviale (permanente) e i vari padiglioni, tra cui quello destinato ai Paesi internazionali, diviso in otto macro aree. Per un viaggio sensoriale tra Isole e coste, Oasi, Ghiaccio e neve, Grandi fiumi e pianure fluviali, Boschi temperati, Selve tropicali, Montagne e altipiani, Praterie, steppe e savane.

Intorno all’area centrale c’è il Parco Metropolitano dell’Acqua (125 ettari), attrezzato con centro termale, campo da golf, spiaggia e canali per praticare canoa, rafting, torrentismo. Mentre a collegare simbolicamente il Parco al Recinto ci pensa la Torre dell’Acqua, ben 73 metri, tutta in vetro su una base a forma di goccia d’acqua, sede dell'esposizione centrale dell'Expo “Acqua per la vita”, realizzata per comprendere l'importanza dell'acqua e il suo rapporto con l'uomo. Imboccando il ponte-padiglione progettato da Zaha Hadid eccoti sulla sponda destra: di fronte a te c’è la Stazione Ferroviaria Intermodale Delicias.

Il conto alla rovescia sta per cominciare: saranno più di 3.400 le iniziative concentrate nei 93 giorni della manifestazione. E non ci saranno solo dibattiti e conferenze ma anche sfilate di carri, spettacoli di danza e di teatro, concerti di musica (il biglietto giornaliero costa 35 euro, ma ci sono i carnet per 3 giorni a 70 euro; www.expozaragoza2008.es).

E dopo l’Expo? Il recinto verrà trasformato in un parco culturale e scientifico dove convivranno le installazioni sportive dell’adiacente parco naturale e i padiglioni convertiti in uffici; mentre il Palazzo dei Congressi continuerà invece a essere usato come centro per convegni. Ma il progetto più ambizioso riguarda l’Ebro, che forse tornerà ad essere navigabile: “Nell’ambito degli obiettivi di promozione delle acque e dello sviluppo sostenibile è stato proposto di ripristinare la navigabilità del fiume Ebro”, ha promesso la parlamentare del PSE Inés Ayala Sender. E le premesse ci sono tutte.